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Canapa legale e possibilità di coltivazione

Canapa legale (cannabis light) e possibilità di coltivazione

Se ne parla sempre, da anni e anni: alcuni sostengono che il suo utilizzo possa aiutare ad alleviare problematiche importanti, mentre altri si dissociano dalla sua somministrazione. E’ certo che la cannabis light non faccia male, ma al tempo stesso non è uno di quei prodotti primari a cui pensare per poter migliorare le condizioni di salute di tanti, tantissimi pazienti. La versione light, e quindi a bassa concentrazione, può presentare comunque delle controindicazioni, e quindi non è adatta a tutti. Consideriamo che da poco, la cannabis light è stata considerata legale e viene venduta nei negozi. La legge 242 del 2016, consente di coltivarla, di venderla e usarla purché presenti un livello di Thc (che è la sostanza psicotropa che si pone alla sua base) ben preciso. E mentre gli esperti continuano a dibattere, aumentano le coltivazioni della canapa legale.

In che modo si coltiva la canapa?

In tutto il mondo, la canapa ha preso il largo: secondo le stime nel 2018 sono stati seminati oltre 4000 ettari di canapa in Italia. L’anno prima si parlava invece di poco meno di 3 mila ettari. E’ presto detto che coltivare un prodotto come questo, che ha sempre grande richiesta, e viene venduto a prezzi vantaggiosi, è una scelta valida per molte persone che si occupano di coltivazione. Inoltre la canapa è una coltura interessante, per migliorare e arieggiare i terreni, al fine di garantire una migliore resa degli stessi.

Le regole ferree che vanno a definire questa attività, sono contenute nella legge 2 dicembre 2016, entrata poi in vigore nel gennaio 2017. Il ministero delle politiche agricole ha firmato una circolare, dove sono inseriti i settori produttivi, e dove si spiega come può essere utilizzata, considerando anche i settori legati alla cosmesi, l’industria e l’artigianato. La pianta deve avere un tasso di Thc inferiore allo 0,2%. Ma entriamo nel dettaglio, e partiamo dal terreno, che dovrà presentare una serie di caratteristiche:

  • Deve essere profondo e secco;
  • Essere pieno di sostanza organica;
  • Ben drenanti.

Parliamo di una coltura rustica, che migliora profondamente se si tratta con terriccio che sia pieno, ricco e ben strutturato.

Altre caratteristiche da valutare

Per quanto riguarda l’acqua invece, sono previste delle irrigazioni importanti, poiché parliamo di una coltura asciutta, ma ha bisogno di buone quantità di acqua e soprattutto di luce. Coltivandola indoor, in una grow box, si potrà lavorare al meglio rispetto alla gestione di ogni fase: sei tu a lavorare sulla luce, puntando sulle giuste lampade e sul wattaggio opportuno. Al tempo stesso si lavora poi sull’acqua e su un buon impianto di areazione, fino ad arrivare alla giusta concimazione.

Le infiorescenze andranno raccolte nel giro di poche settimane, quando i fiori raggiungono la massima compattezza. Si notano i pistilli scuri e una buona percentuale di resina sul fiore. Se però si considerano le coltivazioni in un campo outdoor, è giusto valutare le condizioni atmosferiche e considerare il miglior periodo di raccolta.

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