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Salute

Come gestire la rabbia? La psicologa risponde

Come gestire la rabbia

Rabbia, odio, collera, violenza, distruttività: tutte espressioni di un solo istinto, ovvero l’aggressività. Ecco i consigli della nostra psicologa per imparare gestire un’emozione così comune.

L’aggressività è un impulso primario che contraddistingue l’uomo ed è fondamentale per la sua autoaffermazione, essendo legato all’autoconservazione. Dunque, aggressività e vita sono legate in maniera imprescindibile, anche se a volte può sembrare strano e si è portati a pensare il contrario, concependo l’aggressività come qualcosa di distruttivo e dunque avverso alla vita.

Effettivamente, così può essere: fatti di cronaca, e non solo, testimoniano come la rabbia, se usata male, è un qualcosa di molto pericoloso e sì, distruttivo. Ma senza andare così lontano, pensiamo alle relazioni della nostra vita. Quante volte ci arrabbiamo (o qualcun altro lo fa con noi) e non riusciamo a controllare l’impulso, tanto da arrivare a rovinare situazioni di vita o avere una ricaduta negativa sulle relazioni con gli altri?

A volte sembra difficile riuscire a coniugare una visione positiva della vita con una gestione sana della propria aggressività, ma il segreto è proprio qui.

La rabbia è un’emozione normale e sana, ma se non controllata può diventare distruttiva, influenzando negativamente i rapporti interpersonali o, più in generale, la qualità della propria vita. Ma anche reprimere la rabbia può essere dannoso: non solo significa non metterla al proprio servizio per raggiungere obiettivi ed autoaffermarsi, ma si manifesta poi con numerosi sintomi e comporta conflitti psicologici.

Di fatto quindi, in un modo o nell’altro, volenti o nolenti, la rabbia si esprime. Dunque guardiamo questa emozione e prendiamola per mano: non lasciamola uscire in maniera incontrollata senza il nostro accompagnamento e al tempo stesso non reprimiamola. Ascoltiamola, perché sa essere una grande amica. Permettiamole di esprimersi con il dovuto controllo e canalizziamola in attività costruttive: ci darà la grinta per riuscire al meglio. Potrà essere competizione nello sport, energia nelle attività, autoaffermazione nelle relazioni, oppure sul lavoro o nello studio, spinta per soddisfare i nostri bisogni, o ancora possibilità di dare un limite agli altri quando sentiamo di non essere del tutto rispettati.

Risulta immediato intuire come siano tutte modalità sane di espressione di questa emozione, al servizio della persona, e come le permettano di non restare repressa, rischiando poi di fuoriuscire in modo esplosivo e comportando conflitti psicologici, spesso alla base di sintomi, bensì di esternarsi in modo estremamente utile e favorevole.

Dunque la spinta aggressiva, se ben canalizzata, è qualcosa di assai funzionale al benessere della persona, in quanto consente di raggiungere i propri obiettivi con grinta e assertività. Trasformare la rabbia distruttiva in rabbia costruttiva permette di concepire questa emozione non come un limite, ma come una grande potenzialità.

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