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Capelli

La calvizie: cos’è e come si cura oggigiorno

La calvizie  è una condizione di mancanza, totale o parziale, dei capelli. Esistono diverse scale per misurare l’estensione delle calvizie; tra queste la scala di Hamilton  e la scala Norwood. Coloro che appartengono al primo livello della scala Hamilton non soffrono di calvizie.

L’alopecia androgenetica consiste nel diradamento della parte fronto-occipitale dei capelli dovuta all’assottigliamento del fusto. Colpisce uomini e donne di ogni razza con gravità diversa. Gli uomini di razza caucasica ne sono maggiormente colpiti.

Calvizie: come si manifesta

Si assiste ad un diradamento, che può essere più o meno marcato e più o meno veloce, che nell’uomo è localizzato nella zona fronto temporale, mentre nella donna è quasi sempre distribuito su tutta la parte superiore della testa. Spesso si assiste a un parallelo aumento del pelo corporeo nell’uomo. Generalmente il paziente lamenta un aumento della caduta dei capelli. La patologia è poligenica, con penetranza completa, e si manifesta negli uomini molto più che nelle donne, le quali iniziano a lamentare i sintomi dopo la menopausa.

Calvizie: la diagnosi

La patologia può essere diagnosticata attraverso lo stress test in cui viene valutata la caduta indotta dal tiraggio, il tricogramma e vari test di laboratorio.

Calvizie: come si cura oggigiorno

Esistono diversi farmaci che permettono di rallentare, bloccare e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire il processo di riduzione dei capelli causato dalla alopecia androgenetica.

Il farmaco più apprezzabile è la finasteride, approvato per il trattamento dell’alopecia androgenetica Un altro farmaco impiegato è il minoxidil utilizzato anche per la cura dell’ipertensione. Applicato sul bulbo pilifero e agisce da stimolante. L’uso deve essere prolungato nel tempo, altrimenti la sospensione può riportare i capelli allo stato iniziale. Sono presenti alcuni effetti collaterali tra cui ipotensione, infiammazioni, arrossamenti e prurito.

In alcuni studi è stato visto che nelle donne l’assunzione sottocutanea di testosterone migliora la crescita dei capelli. Un’alternativa alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l’autotrapianto di capelli. L’intervento da quasi sempre ottimi risultati in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale ed occipitale, non soggetti a miniaturizzazione poichè resistenti all’azione degli ormoni androgeni. La tecnica consiste nell’asportazione di una striscia di capelli, che viene poi ritagliata in parti molto più piccole e impiantate nella zona soggetta a calvizie.

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